Non paghiamo il debito!
0Non paghiamo il debito!
La crisi la paghino i padroni e gli speculatori !
La Banca centrale europea e le istituzioni della U.E. vogliono far pagare la crisi di sovrapproduzione del sistema capitalistico ai lavoratori e ai settori sociali più deboli. Così il governo è partito all’attacco: ticket sanitari, aumento dell’età pensionabile, riduzione dei salari pubblici, privatizzazione dei servizi con conseguente aumento dei costi (nonostante il recente referendum imponga di mantenere pubblici i servizi essenziali). E domani aumento dell’Iva.
A ciò va aggiunta la cancellazione dei contratti nazionali che, con le deroghe aziendali, aboliscono anche l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, dando ai padroni la libertà di licenziare.
L’attacco del governo è stato reso possibile dalla firma del Patto sociale del 28 giugno tra Confindustria e sindacati complici, tra cui la Cgil. Con un colpo di spugna si è spazzata via la resistenza dei lavoratori della Fiat ed esteso il piano Marchionne a tutto il mondo del lavoro!
Per questo lo sciopero generale non può essere lasciato nelle mani dei dirigenti Cgil e ben hanno fatto molti sindacati di base a proclamare lo sciopero del 6 settembre. Ma non ci si può fermare qui.
Devono pagare il “conto” i responsabili della crisi: i padroni e gli speculatori. Innanzi tutto rifiutandoci di pagare il debito che loro hanno creato. Bisogna fare come l’Argentina prima e oggi l’Islanda, che non pagherà la crisi dei finanzieri.
E da qui partire per imporre un’altra politica economica e un orientamento sindacale di classe:
- rifiutare i diktat della BCE, non pagare il loro debito, nazionalizzare le banche
- tassare le rendite finanziarie, abbattere le spese militari (25 miliardi di euro ogni anno), ritirando subito i soldati dalle missioni di guerra, difendere la sanità e la scuola pubblica azzerando i finanziamenti ai privati e le agevolazioni fiscali alla chiesa;
- ridurre l’orario di lavoro a parità di salario per distribuire il lavoro tra tutti e non innalzare ulteriormente l’età pensionabile
- nazionalizzare sotto controllo dei lavoratori le aziende che chiudono
- abolire ogni forma di precarietà del lavoro e garantire continuità di reddito a tutti e tutte
- fermare tutte le privatizzazioni e riconquistare un vero diritto alla pensione pubblica
- riconquistare veri contratti nazionali che difendano condizioni di lavoro e potere d’acquisto, costringendo la Cgil a ritirare la firma dall’accordo del 28 giugno, e difendere ed estendere lo Statuto dei lavoratori.
Per questo motivo sosteniamo ogni forma possibile di ricomposizione delle lotte operaie e sociali per abbattere rassegnazione e frammentazioni. In questa ottica promuoviamo l’assemblea nazionale “Dobbiamo fermarli” che si terrà a Roma il 1°ottobre, convocata da centinaia di delegati sindacali della Cgil e dei sindacati di base, che deve avere l’obbiettivo di lanciare anche nel nostro paese un’opposizione conflittuale dal basso. Solo il protagonismo e l’organizzazione dal basso dei lavoratori, delle Rsu, degli studenti, dei movimenti di lotta, possono garantire la tenuta della lotta fino alla sconfitta del governo, dei padroni e della BCE.
COORD. NAZIONALE LAVORATORI E LAVORATRICI AUTOCONVOCATI
AUTOCONVOCATI MILANO
coordinamentolucc@yahoo.it – 3494906191 – uniti.gnumerica.org – sciopero generale.com
LA CGIL CONTINUA AD ESPELLERE DELEGATI SCOMODI IN MARCEGAGLIA.
0Oggi 23 giugno 2011 Osvaldo Celano, delegato della FIOM_CGIL e aderente al movimento degli Autoconvocati, ha ricevuto la comunicazione dal Comitato regionale di “Garanzia”(?) delle sua espulsione dalla CGIL.
In piena discussione sulla Piattaforma del Contratto integrativo è stato “denunciato” dagli altri 3 delegati Superfiloaziendali sempre FIOM (proprio come nel 2007, anno in cui fu espulso Massimiliano Murgo all’epoca sempre delegato FIOM in Marcegaglia)
La colpa di Osvaldo è quella di non aver accettato insieme ad altri 40 iscritti FIOM (su 70) la scelta antidemocratica della FIOM di non rinunciare alla quota del 1/3 alle elezioni RSU.
Lui scrisse una lettera all’organizzazione, in quanto decidemmo di non rinunciare a fare la nostra battaglia in FIOM, gli altri 40 diedero la disdetta per protestare contro le scelte della FIOM sia sulle regole, sia sulla candidatura di personaggi molto vicini all’azienda che addirittura si autodefiniscono razzisti e fascisti. (uno di questi è stato eletto proprio in quota 1/3. Poi dopo un episodio in cui tale delegato ha preso a calci un immigrato bengalese il funzionario si è limitato a chiedergli di dimettersi. Si è dimesso ma a quanto pare il principio dell’antirazzismo e dell’antifascismo in cgil VALE MENO DI 15 EURO, quelli che mensilmente continua a versare l’ex delegato che nessuno a pensato di espellere).
L’altro peccato di Osvaldo è stato quello di non persuadere i lavoratori a non disdettare la tessera della FIOM e, addirittura, di aver dato a chi lo richiedeva il modulo per disdettare la delega.
Sottolineiamo che i tre delegati che hanno denunciato Osvaldo hanno appoggiato al congresso FIOM la Minoranza CGIL, e in Marcegaglia Milano hanno perso il congresso.
Questo per noi è l’ulteriore dimostrazione della deriva della CGIL a favore degli interessi confindustriali, e della debolezza della sinistra sindacale in FIOM.
Siamo stati informati della decisione del collegio giudicante qualche minuto fa.
Presto ci riuniremo per decidere che tipo di risposta dare a questo attacco contro l’autoconvocazione, e il tentativo di unità della base di classe in Marcegaglia.
Seguirà un comunicato più dettagliato
Milano 23 giugno 2011
I Lavoratori Autoconvocati in Marcegaglia
AZIONE CONTRO EQUITALIA
0Equitalia: agenzia di strozzinaggio legalizzata
MILANO ORE 12.30 VIA SAN GREGORIO
AZIONE CONTRO EQUITALIA alias AGENZIA DI’ STROZZINAGGIO LEGALIZZATA
San Precario, Corsari, Lavoratori Autoconvocati, non si sono fermati in Piazza Duomo il loro 6 maggio è proseguito fino agli sportelli cassa di Equitalia, l’agenzia che ha l’appalto per la riscossione di tributi, multe, bollette scadute … di fatto un’agenzia di strozzinaggio legalizzata che sta mettendo in ginocchio migliaia di persone.
Quasi un centinaio tra precari e precarie, operai, studenti hanno pacificamente invaso gli uffici distribuendo volantini e spiegando il perché della loro incursione, intanto in strada si accendevano fumogeni, si aprivano striscioni corsari e gonfaloni del Santo dei Precari.
In un momento in cui la crisi picchia duro, in cui per molti arrivare a fine mese è un miraggio, in cui i salari arrivano troppo spesso con mesi di ritardo e una parte va a pagare il mutuo della casa, in cui i precari sono sempre più precari e chi precario non lo era lo sta diventando la cosa più facile che possa capitare è che ti arrivi la mannaia di Equitalia che in un batti e baleno ti mette la casa sotto ipoteca, la macchina in fermo amministrativo espropriandoti la vita. E le cartelle non scherzano sono numeri a quattro cifre, incontestabili, incomprensibili, insaldabili per molti, per troppi.
Lasciare la gestione delle riscossioni durante la crisi ad un mostro burocratico come Equitalia, il cui modo di procedere pare indifferente e impietoso quanto l’azione di un boia, la dice lunga sull’uso criminale della crisi. Il governo si è dimostrato pronto a salvare le banche con i nostri soldi, banche che hanno invaso volutamente il mercato di titoli tossici e altrettanto lesto a punire i piccoli insolventi, i piccoli risparmiatori – per fare cassa – utilizzando le riscossioni come una leva fiscale, una nuova tassa, una specie di pizzo gestito alla grande.
Da oggi contro l’agenzia del racket organizzato e legalizzato Equitalia si è creata una santa alleanza fra studenti, precari e lavoratori, un’agenzia antiracket, un osservatorio di denuncia delle infamie di quest’ufficio di concussione. Da oggi si è costituito a Milano il comitato contro gli abusi di Equitalia
sanprecario.org – corsari-milano.noblogs.org – uniti.gnumerica.org
Venerdì 6 Maggio….. Blocchiamo Tutto!!!
0La piattaforma dello sciopero del 6 maggio della CGIL è a dir poco debole. Fondamentalmente il più grande sindacato confederale vuole utilizzare i lavoratori come massa di manovra per riaccreditarsi al tavolo delle trattative e sottoscrivere finalmente un nuovo patto per l’Italia che permetta di procedere nel più totale silenzio ai tagli previsti dalla BCE scambiando la pelle dei lavoratori col riconoscimento della rappresentanza.
La CGIL stessa, in una nota, informa che i piccoli tagli previsti dal governo prima dell’estate, sono solo un acconto dei 45 miliardi di tagli che dovrà prevedere la prossima finanziaria per rientrare nei parametri di riduzione del debito imposti dalla comunità europea. E in base agli stessi parametri questi tagli così alti dovranno ripetersi per almeno 20 anni…
Un salasso sociale che colpirà ancora scuola, sanità, trasporti, peggiorerà ulteriormente i salari, aumenterà la precarietà, allungherà ulteriormente i tempi della pensione.
Sta a noi lavoratori, autonomamente, prendere le distanze dal patto sociale e trasformare questo sciopero tradito in una vera giornata di lotta bloccando con radicalità la produzione e i flussi economici.
Nella giornata di oggi ne la CGIL ne la FIOM danno delle indicazioni su cosa fare dopo il 6 maggio.
Autoconvocandoci dobbiamo costruire la prospettiva di lotta per praticare una piattaforma che metta al centro i nostri interessi di classe.
In ogni azienda, in ogni luogo di produzione di plusvalore, di saperi, di interessi dobbiamo ricostruire la nostra capacità di riprenderci tutto quello che ci stanno togliendo, unendoci su obiettivi concreti e non in base alla nostra collocazione sindacale o contrattuale.
Ci vogliono più precari e sempre più divisi; uniamoci per riconquistare la certezza e la dignità del nostro futuro!
Contro i licenziamenti le chiusure e le delocalizzazioni
Contro le speculazioni edilizie e finanziarie
Contro la precarietà per la stabilizzazione del lavoro per tutti
Reddito per tutti/e, estensione a tutti/e delle tutele salariali
Lavorare meno e lavorare tutti/e a parità di salario
Contro le leggi xenofobe e la ricattabilità del lavoro/permesso di soggiorno
BLOCCHIAMO TUTTO! VERSO UN VERO SCIOPERO GENERALE E GENERALIZZATO
Ci riuniamo tutti i mercoledì alle 20.30 in via Pichi 3, Milano zona Ticinese.
COORDINAMENTO LAVORATORI E LAVORATRICI AUTOCONVOCATI MILANO
Coordinamentolucc@yahoo.it – uniti.gnumerica.it – 3494906191
Milano – MayDay 2011
0
PER UN PRIMO MAGGIO DI MOBILITAZIONE
AL DI FUORI DA CONCERTI E CONCERTAZIONE
Verso uno sciopero generale e generalizzato vero e unitario
Gli ultimi due anni sono stati contrassegnati da una crisi devastante. E’ la crisi di un intero sistema economico e di un modello sociale finalizzato alla ricchezza di poch* a costo della miseria di tant*. Ma questa crisi viene utilizzata dai padroni e dalla logica delle imprese per arricchirsi ancora di più e per cancellare le residue conquiste del mondo del lavoro, prima fra tutti il contratto nazionale, quello strumento che fino a qualche anno fa unificava nei diritti e nelle retribuzioni i lavoratori del Sud e quelli del Nord, quelli delle grandi e quelli delle piccole aziende.
Da parecchi anni a questa parte, grazie a tutti i governi di destra e di centrosinistra succedutisi alla guida del paese, un numero crescente di lavoratrici e di lavoratori sono stati già espulsi dal sistema dei contratti nazionali, attraverso una progressiva e dilagante introduzione di precarietà nel mondo del lavoro che dai posti di lavoro è straripata in tutta la società.
Le mille vertenze contro i licenziamenti e le chiusure aziendali, per la difesa del salario e per un accesso e continuità di reddito devono trovare dei linguaggi comuni e devono tentare una saldatura con le lotte contro i tagli, per la sopravvivenza della Scuola e dell’Università per tutt*, per lo sviluppo di Scienza e Ricerca autonomamente dalle logiche aziendalistiche, per la salvaguardia dei territori dalle devastazioni ambientali, per il diritto a una abitazione accessibile.
Voci differenti che si devono sentire unite nella lotta per il futuro e la dignità che ora Governo, Confindustria e BCE ci vogliono negare con la complicità di CISL, UIL e altri sindacati collaborazionisti. Un’opposizione corale per costruire un segnale forte di autonomia di interessi rispetto alle logiche del profitto, di vera opposizione sociale alla crisi e alle politiche di austerity che ci vengono imposte.
Le lavoratrici e i lavoratori autoconvocati ritengono oggi centrale affrontare il nodo cruciale della precarietà mettendo in comunicazione nel conflitto i lavoratori flessibili e la generazione precaria.
La stessa battaglia per lo sciopero generale che le/gli autoconvocate/i stanno conducendo da mesi trasversalmente a tutte le sigle sindacali, e che ha dato vita all’assemblea nazionale del 26 febbraio scorso, ha visto nella generalizzazione dello sciopero un obiettivo che occorre perseguire. C’è bisogno di uno sciopero generale per unificare le lotte e rispondere all’aggressione padronale e governativa.
Qualsiasi sciopero che si voglia veramente generale e incisivo rischia di essere sconfitto in partenza se non sarà generalizzato, cioè se non riuscirà a coinvolgere e a rendere protagonist* anche i milioni di precari/e che costituiscono una parte fondamentale del mondo del lavoro. Lo sciopero nei luoghi di lavoro e lo sciopero precario sono due facce della stessa medaglia che possono dialogare nel blocco della produzione e della circolazione in una grande giornata di lotta e di resistenza sociale. L’azione comune di chi ogni giorno produce la ricchezza ed è costretto nel ricatto del lavoro senza diritti e garanzie come condizione da sempre tipica (e non certo “atipica”) di questo modello economico-sociale.
Partiamo col riprenderci ovunque il Primo Maggio come una giornata di lotta
per un futuro dignitoso al di fuori da concerti e concertazione.
Gli/le autoconvocati/e saranno in piazza alla MayDay di Milano (piazzale Loreto ore 15) con lo slogan:
“Non pagheremo noi la vostra crisi. Rivoltiamo la BCE. Lavoro reddito diritti”
STATI GENERALI DELLA PRECARIETA’ 3.0
0Sabato 16 aprile 2011 tavolo di confronto aperto a tutte le opposizioni sociali negli Stati Generali della Precarietà 3.0
PER UN PRIMO MAGGIO DI MOBILITAZIONE AL DI FUORI DA CONCERTI E CONCERTAZIONE
Verso uno sciopero generale e generalizzato vero e unitario
Gli ultimi due anni sono stati contrassegnati da una crisi devastante. E’ la crisi di un intero sistema economico e di un modello sociale finalizzato alla ricchezza di poch* a costo della miseria di tant*. Ma questa crisi viene utilizzata dai padroni e dalla logica delle imprese per arricchirsi ancora di più e per cancellare le residue conquiste del mondo del lavoro, prima fra tutti il contratto nazionale, quello strumento che fino a qualche anno fa unificava nei diritti e nelle retribuzioni i lavoratori del Sud e quelli del Nord, quelli delle grandi e quelli delle piccole aziende.
Da parecchi anni a questa parte, grazie a tutti i governi di destra e di centrosinistra succedutisi alla guida del paese, un numero crescente di lavoratrici e di lavoratori sono stati già espulsi dal sistema dei contratti nazionali, attraverso una progressiva e dilagante introduzione di precarietà nel mondo del lavoro che dai posti di lavoro è straripata in tutta la società.
Le mille vertenze contro i licenziamenti e le chiusure aziendali, per la difesa del salario e per un accesso e continuità di reddito devono trovare dei linguaggi comuni e devono tentare una saldatura con le lotte per la sopravvivenza della Scuola e dell’Università per tutt*, per lo sviluppo di Scienza e Ricerca autonomamente dalle logiche aziendalistiche, per la salvaguardia dei territori dalle devastazioni ambientali, per il diritto a una abitazione accessibile.
Voci differenti che si devono sentire unite nella lotta per il futuro e la dignità che ora Governo, Confindustria e BCE ci vogliono negare con la complicità di CISL, UIL e altri sindacati collaborazionisti. Un’opposizione corale per costruire un segnale forte di autonomia di interessi rispetto alle logiche del profitto, di vera opposizione sociale alla crisi e alle politiche di austerity che ci vengono imposte.
Le lavoratrici e i lavoratori autoconvocati ritengono oggi centrale affrontare il nodo cruciale della precarietà mettendo in comunicazione propositiva su questo terreno i lavoratori flessibili e la generazione precaria.
Proprio per questo abbiamo già condiviso, con molti altri movimenti, il percorso degli Stati Generali della Precarietà partecipando agli appuntamenti di Milano dei mesi scorsi. E per lo stesso motivo sosteniamo la costruzione della prossima sessione degli SGP 3.0 che si terrà a Roma nelle giornate del 15, 16 e 17 aprile.
La stessa battaglia per lo sciopero generale che le/gli autoconvocate/i stanno conducendo da mesi trasversalmente a tutte le sigle sindacali, e che ha dato vita all’assemblea nazionale del 26 febbraio scorso, ha visto nella generalizzazione dello sciopero un obiettivo che occorre perseguire. C’è bisogno di uno sciopero generale per unificare le lotte e rispondere all’aggressione padronale e governativa.
Qualsiasi sciopero che si voglia veramente generale e incisivo rischia di essere sconfitto in partenza se non sarà generalizzato, cioè se non riuscirà a coinvolgere e a rendere protagonist* anche i milioni di precar* che costituiscono una parte fondamentale del mondo del lavoro. Lo sciopero nei luoghi di lavoro e lo sciopero precario sono due facce della stessa medaglia che possono dialogare nel blocco della produzione e della circolazione in una grande giornata di lotta e di resistenza sociale. L’azione comune di chi ogni giorno produce la ricchezza ed è costretto nel ricatto del lavoro senza diritti e garanzie come condizione da sempre tipica (e non certo “atipica”) di questo modello economico-sociale.
Proponiamo a tutt* i lavoratori e le lavoratrici di ogni settore, alle componenti sindacali ed ai movimenti sociali che si oppongono all’offensiva padronale e governativa di incontrarci sabato 16 aprile, nell’ambito della tre giorni degli SGP 3.0, per confrontare i percorsi di mobilitazione verso uno sciopero generale e generalizzato vero e unitario. Partiamo col riprenderci ovunque il Primo Maggio come una giornata di lotta per un futuro dignitoso al di fuori da concerti e concertazione.
SABATO 16 APRILE
STATI GENERALI DELLA PRECARIETA’ 3.0
@ GENERAZIONE_P RENDEZ-VOUS
[via alberto da giussano, 59] ROMA
Ore 11 – Workshop
“CRISI ECONOMICA, PRECARIETA’ DEL LAVORO E CONFLITTO SOCIALE”
proposto dai lavoratori e dalle lavoratrici autoconvocati/e
Gli effetti dell’attacco padronale e governativo a lavoro e reddito
(dal Collegato Lavoro al Piano Marchionne, dalla
destrutturazione dei contratti di lavoro, fino allo Statuto dei Lavori).
I limiti delle risposte sindacali, la costruzione di un vero sciopero
generale e generalizzato che blocchi il paese,
le nuove modalità del conflitto sociale.
Ore 15 – Coordinamento nazionale delle lavoratrici e lavoratori autoconvocati
Ore 17.30 – Assemblea Plenaria degli SGP 3.0 su “welfare e nuovi diritti verso lo sciopero precario”
Mercoledì 30 marzo: Maflow chiama…TUTTI !!!!
0A 5 mesi dalla firma nulla di quell’accordo si è ancora verificato:
- i lavoratori della Maflow, oggi circa 60 produttivi, lavorano al 50% perché nessuna commessa, come previsto, ha varcato la soglia dello stabilimento;
- entro la fine di giungo 30 lavoratori/lavoratrici rientreranno a lavorare (?) come prevede l’accordo ammesso che venga rispettato;
- nessun ammodernamento o investimento da parte della nuova proprietà polacca con la seria preoccupazione di tutti, compresi i 200 lavoratori oggi in cassa integrazione, sul futuro
prossimo di una azienda fino a ieri leader nel settore del condizionamento auto;
- la cassa integrazione è scaduta e i tempi lunghi del ministero rischiano un mancato pagamento di 3/4 mensilità;
Questi i motivi che un gruppo di lavoratori, che ancora oggi dopo 15 mesi non si piega e scende in piazza, rivendica a gran voce !!
Sostegno e partecipazione alla lotta della Maflow contro i nemici di tutti !!! Partecipate e fate girare !!!!!
Concentramento ore 10 MM Gioia
Coordinamento dei Lavoratori Autoconvocati Contro la Crisi Milano
UNITI VERSO UN VERO SCIOPERO GENERALIZZATO
0Nel 3 incontro Nazionale, riuniti a Roma nel nuovo teatro Colosseo, abbiamo assistito ad un evidente salto di qualità e di partecipazione, rilanciando la necessità di un rinnovato e radicale protagonismo di classe, emerso negli oltre 30 interventi di lavoratori e lavoratrici.
All’assemblea hanno preso parte più di trecento delegati e lavoratori che hanno voluto in tal modo sollecitare la massima unità e la massima incisività nella lotta contro il modello Marchionne che, dopo Mirafiori e Pomigliano, sta estendendosi oltre la stessa Fiat. Quel modello, con il pretesto della crisi e della concorrenza globale, punta allo smantellamento dei diritti e delle tutele sindacali e vuole riportare la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori indietro di un secolo.
La denuncia del piano Marchionne come unico modello di gestione della crisi, ha visto la necessità del rilancio della piattaforma di lotta sulla quale chiedere una mobilitazione vasta e unitaria contro queste politiche antipopolari:
- Blocco dei licenziamenti, delle chiusure, delle fabbriche, delle esternalizzazioni, dei tagli all’istruzione, alla ricerca e alla spesa sociale;
- Lotta all’aumento dei ritmi e alla produttività;
- Contro le speculazioni edilizie e finanziarie, principali cause di chiusure e delocalizzazioni;
- Per la distribuzione del lavoro che c’è “lavorare meno lavorare tutti” a parità di salario e per l’accesso e la continuità del reddito;
- Per la stabilizzazione di tutti i precari|e e gli atipici, cancellazione delle leggi sulla precarietà;
- No all’eliminazione del CCNL e alla ristrutturazione dei diritti di tutto il mondo del lavoro;
- Per una effettiva reale e diretta rappresentanza sindacale dei lavoratori in ogni luogo di lavoro, tutti eleggibili tutti elettori;
- Contro la Bossi-Fini, per l’estensione dei diritti ai lavoratori migranti;
- Ritiro del collegato al lavoro e della Riforma Gelmini;
- Contro lo statuto dei lavori, per la difesa dello statuto dei Lavoratori.
Per questo ribadiamo con forza la necessità di costruire coordinamenti locali e\o rafforzare e sviluppare quelli già esistenti, che possano sviluppare il conflitto di classe in tutto il paese per contribuire alla costruzione di un vero sciopero generale e generalizzato unitario e dal basso, vista la dichiarata intenzione della CGIL di non modificare minimamente, con 4 ore di sciopero a livello territoriale, gli equilibri e i rapporti tenuti con governo e confindustria di questi ultimi mesi.
Convochiamo per mercoledì prossimo, 9 Marzo 2011 alle ore 21.00 in via pichi, 3 a Milano, un’assemblea aperta a tutti quelli che vogliono materialmente essere protagonisti del proprio futuro, basta delegare!!
Coordinamento Lavoratori Uniti Contro la Crisi
uniti.gnumerica.org – per info: coordinamentolucc@yahoo.it – 3494906191 –
via Pichi 3, Milano(zona mm Romolo/P.ta Genova), citofono n°33
COMUNICATO AUTOCONVOCATI
0La terza assemblea nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori autoconvocati, svoltasi a Roma il 26 febbraio scorso, si è espressa con un sostegno a tutte le mobilitazioni e agli scioperi in programma in questo periodo: il 1 marzo degli immigrati sostenuto dall’USI, l’11 marzo di USB-Slai Cobas e altri, il 25 marzo di FLC e FP Cgil, il 15 aprile di CUB e SI Cobas, i prossimi Stati Generali della Precarietà 3.0 a Roma ad aprile e la preparazione dello sciopero precario di San Precario. Ogni manifestazione di lotta che contribuisca a un maggiore protagonismo di lavoratrici, lavoratori, precari ed immigrati è un segnale positivo di resistenza alla crisi che va valorizzato. Tuttavia auspichiamo, e lavoreremo, affinché tutti questi momenti di lotta sparsi convergano al più presto in una sola grande giornata di mobilitazione nazionale contro le politiche antipopolari del Governo Berlusconi, della Confindustria e della BCE.
Lo sciopero generale di 4 ore proclamato dalla Camusso per il 6 maggio prossimo è sicuramente il risultato delle enormi pressioni dal basso arrivate da dentro e fuori la Cgil, dai precari e dai movimenti di lotta. Tuttavia è una proposta inefficace, testimoniale, smobilitante che rischia di alimentare la rassegnazione. La rivendicazione di uno sciopero generale e generalizzato, vero, unitario, resta totalmente inevasa dalla indizione della giornata del 6 maggio. Serve, infatti, una mobilitazione che si generalizzi a milioni e milioni di persone bloccando il paese come successo in Grecia, Francia, Portogallo ecc…
Per arrivare a questo risultato quindi tutti dovremo dare il nostro contributo e aumentare ulteriormente la pressione perchè questa richiesta di tantissimi lavoratori e lavoratrici non resti inascoltata. Invitiamo pertanto tutti i movimenti sindacali, sociali, ambientali che si oppongono all’offensiva padronale e governativa a individuare un percorso comune che costruisca tempestivamente, al di là della proliferazione di scioperi parziali, delle ambiguità e dei continui rinvii della Cgil, una giornata di lotta e di mobilitazione nazionale e una grande manifestazione a Roma. Per questo proponiamo a tutti i soggetti interessati, un percorso dal basso e partecipato che lanci la mobilitazione.
Il coordinamento delle lavoratrici e dei lavoratori autoconvocati contro la crisi
III Assemblea Nazionale dei Coord e de comitati, delle delegate e delegati, delle lavoratrici e dei lavoratori autoconvocati contro la crisi
0Nel 3 incontro Nazionale, riuniti a Roma nel nuovo teatro Colosseo, abbiamo assistito ad un evidente salto di qualità e di partecipazione, rilanciando la necessità di un rinnovato e radicale protagonismo di classe, emerso negli oltre 30 interventi di lavoratori e lavoratrici.
All’assemblea hanno preso parte più di trecento delegati e lavoratori che hanno voluto in tal modo sollecitare la massima unità e la massima incisività nella lotta contro il modello Marchionne che, dopo Mirafiori e Pomigliano, sta estendendosi oltre la stessa Fiat. Quel modello, con il pretesto della crisi e della concorrenza globale, punta allo smantellamento dei diritti e delle tutele sindacali e vuole riportare la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori indietro di un secolo.
La denuncia del piano Marchionne come unico modello di gestione della crisi, ha visto la necessità del rilancio della piattaforma di lotta sulla quale chiedere una mobilitazione vasta e unitaria contro queste politiche antipopolari:
- Blocco dei licenziamenti, delle chiusure, delle fabbriche, delle esternalizzazioni, dei tagli all’istruzione, alla ricerca e alla spesa sociale;
- lotta all’aumento dei ritmi e alla produttività;
- contro le speculazioni edilizie e finanziarie, principali cause di chiusure e delocalizzazioni;
- per la distribuzione del lavoro che c’è “lavorare meno lavorare tutti” a parità di salario e per l’accesso e la continuità del reddito;
- per la stabilizzazione di tutti i precari|e e gli atipici, cancellazione delle leggi sulla precarietà
- per dire No all’eliminazione del CCNL e alla ristrutturazione dei diritti di tutto il mondo del lavoro;
- Per una effettiva reale e diretta rappresentanza sindacale dei lavoratori in ogni luogo di lavoro, tutti eleggibili tutti elettori;
- Contro la Bossi-Fini, per l’estensione dei diritti ai lavoratori migranti
- Ritiro del collegato al lavoro e della Riforma Gelmini.
- Contro lo statuto dei lavori, per la difesa dello statuto dei Lavoratori
L’assemblea, inoltre, invita tutti i movimenti sindacali, sociali, ambientali che si oppongono all’offensiva padronale e governativa a individuare un percorso comune che costruisca tempestivamente, al di là delle ambiguità, delle timidezze e dei continui rinvii della Cgil, una giornata di lotta e di mobilitazione nazionale e una grande manifestazione a Roma.
Per questo proponiamo a tutti i soggetti interessati, un percorso dal basso e partecipato finalizzato alla costruzione di una assemblea nazionale che lanci la mobilitazione.
Infine, ribadiamo la necessità di costruire coordinamenti locali e\o rafforzare e sviluppare quelli già esistenti, per costruire un coordinamento nazionale effettivamente rappresentativo di tutti i territori e che possa sviluppare il conflitto di classe in tutto il paese per contribuire alla costruzione di un vero sciopero generale e generalizzato unitario e dal basso.
Assemblea dei coordinamenti e dei comitati dei lavoratori e lavoratrici autoconvocati contro la crisi.