Assemblea Pubblica 19/05/2012

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Per la difesa dell’Art. 18
Contro la politica economica del governo Monti

ASSEMBLEA PUBBLICA

delle lavoratrici, dei lavoratori,

delle pensionate dei pensionati della CGIL

 

Sabato 19 maggio 2012; Ore 10.00 - 14.00

Centro Congressi Frentani

Via dei Frentani 4, Roma

Il disegno di Legge sul Mercato del Lavoro in discussione in parlamento è inaccettabile perché estende la precarietà, riduce le tutele nel lavoro garantite dall’art. 18, aumenta le disuguaglianze sociali.

La controriforma della previdenza risponde solo ai vincoli monetari e delle Istituzioni Europee e della BCE (Banca Centrale Europea) e penalizza lavoratori, pensionati, giovani e precari.

E’ questa la politica economica del Governo Monti che con la recessione aumenta la disoccupazione, impoverisce il paese e non facilita la crescita.

Per questo è necessario costruire un forte movimento di opposizione sociale che cambi la politica economica di rigore e di austerità e favorisca la redistribuzione della ricchezza.

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La lotta e la mobilitazione deve continuare fino allo

Sciopero Generale

 

Il Comitato promotore per la difesa dell’Art.18

composto da:

giuslavoristi, delegati RSU, sindacalisti, lavoratori e pensionati

La fabbrica e la crisi

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La crisi morde ma i morsicati son sempre gli stessi.

Da un po’ di giorni molti lavoratori e le lavoratrici ci pongono continuamente delle domande sugli ultimi avvenimenti che stanno accadendo in fabbrica a Milano, dal rinnovo del contratto aziendale alla nuova o ennesima riorganizzazione del personale e del lavoro .

Tutte queste operazioni che il gruppo Marcegaglia o il singolo stabilimento sta effettuando sono finalizzate ad una riduzione dei costi per accrescere i profitti anche durante la crisi . Nel 2010 il gruppo ha chiuso in pareggio il bilancio dichiarando che gli utili erano buoni e si riteneva soddisfatto del risultato.

I lavoratori e le lavoratrici della Marcegaglia di Milano conoscono bene come hanno contribuito a raggiungere questo risultato.

(continua…)

GIU’ LE MANI DALL’ARTICOLO 18!

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GIU’ LE MANI DALL’ARTICOLO 18!

NESSUNO FIRMI L’ACCETTAZIONE DI QUESTO BIDONE!

SCIOPERO SUBITO!

Ecco venuto allo scoperto il “Pacco” del Governo che vede la luce e verrà votato in Parlamento. Con la controriforma della Fornero sostenuta da PD-PDL-TERZO POLO verrà cancellato l’art.18. Altro che mantenimento del reintegro. Vanno mantenuti e rafforzati tutti i percorsi di mobilitazione verso uno sciopero vero che blocchi il paese per aprire una battaglia per il ritiro di questa riforma.

La verità è che con il testo proposto dal governo – e sostenuto dalla trimurti dei diritti cancellati “Alfano-Casini-Bersani” – è stata introdotta la possibilità del licenziamento individuale anche per motivi “economici” senza reintegro ma con indennizzo. Questa possibilità per i padroni prima non esisteva. Finora erano possibili un certo numero di casi di licenziamento collettivo per le stesse ragioni. L’azienda dichiara di essere in crisi, gli ispettori del lavoro verificano lo stato di crisi e il ministero concede gli ammortizzatori sociali quando sono previsti. Si possono chiudere già oggi in questo modo aziende e unità produttive intere con tutta la manodopera mandata per stracci. Non a caso l’Italia, con l’attuale art.18, è già oggi agli ultimi posti per tutela dei lavoratori dal licenziamento individuale (1). Figuriamoci con le modifiche del governo Monti!

  (continua…)

Siamo alla resa dei conti !!

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Con o senza le parti sociali, ma soprattutto senza la voce dei lavoratori e delle lavoratrici di questo paese, il governo Monti, che di tecnico ha ben poco, sta affondando definitivamente le residue garanzie che distinguono un mercato del lavoro, ancora basato su regole civili e democratiche che nessuno ci ha regalato, da un futuro nel quale la sola legge del profitto deciderà della vita di tutte e tutti.

(continua…)

La fabbrica e lo sciopero

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E’ prassi consolidata alla Marcegaglia di Milano e sappiamo che l’azienda anche questa volta sullo sciopero di venerdì 9 marzo si è mossa qualche giorno prima, è andata a chiedere ai lavoratori e alle lavoratrici di venire a lavorare durante lo sciopero ricattando questi disperati se si rifiutavano con conseguenze peggiori.

I tentativi del padrone di far fallire le lotte dei lavoratori e delle lavoratrici hanno come conseguenza l’aumento dei ritmi, cedere al ricatto o alle promesse mai mantenute non migliora la propria condizione ma la affossa sempre di più e questo il padrone lo sa benissimo tanto da usarli anche nelle trattative come merce di scambio cioè li mette sulla propria bilancia a dimostrare che le rivendicazioni non sono poi così seguite.

Oltre a questi disperati ci sono i fautori di tesi ormai riportate sino alla noia dell’utilità dello sciopero o della sua inutilità, alibi nient’altro che alibi questi non sono altro che servi aziendali che prevaricano la realtà.

Venire a lavorare durante uno sciopero sembra la strada più facile per risolvere i propri problemi, ma a quale prezzo.

(continua…)

PIANO TERRA

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VENERDI’ 2 MARZO  NASCE NEL QUARTIERE ISOLA via Confalonieri 3

PIANO TERRA

UN NUOVO SPAZIO LIBERATO, APERTO, VIVO

 

Queste due parole sono per presentarci a voi che il quartiere lo vivete, lo abitate, lo attraversate per iniziare a conoscerci.

Piano Terra lo animeremo così :

Aprendo un altro Punto San Precario, sportello legale e agenzia di conflitto per sostenere e diffondere il punto di vista precario. Un luogo in cui la precarietà di lavoro e di vita sia centrale. Avete mai sentito parlare di San Precario? Bene, è ritornato nel quartiere dove è nato il 29 febbraio 2004.

Aprendo un luogo di incontro delle diverse realtà di lavoratrici e lavoratori che si uniscono e si organizzano indipendentemente dalle appartenenze politiche e sindacali.  Per la costruzione dal basso delle mobilitazioni. Per il sostegno a tutte le lotte con l’intento di unificarle, intrecciandosi con i diversi soggetti, le diverse realtà ed i diversi momenti che attraversano la metropoli e il panorama nazionale.

Aprendo un luogo di raccolta per il quartiere; per i ragazzi che tra uno stage e un’università consumata troppo in fretta, vogliono scambiare idee davanti ad un caffè oppure trovarsi in un’accogliente sala studio wi-fi; dove i precari, dopo una giornata di lavoro intermittente, e i pendolari, che aspettano sempre meno treni, possano ascoltare buona musica o guardare un film. Uno spazio per tutti quelli che vogliono mettersi in gioco per riappropriarsi e riscrivere la geografia della città.

Aprendo un luogo di partecipazione, elaborazione critica e di conflitto nel cuore della città vetrina, in un quartiere vittima della trasformazione urbana e della valorizzazione immobiliare. Un luogo dove opporsi alle dinamiche di Expo, rispondere alla precarizzazione dei territori, appropriarsi dei beni comuni e dei diritti dell’abitare. Punto di ritrovo per discutere, conoscere, resistere nella Milano dei grattacieli e della crisi.

Aprendo un luogo dove poter offrire a costi quasi zero una palestra dove tenere in allenamento anche i muscoli oltre al cervello di tutti e tutte. Una palestra popolare quindi, una palestra dove tirare di boxe, divertirsi e prepararsi per un nuovo round di vita precaria.

www.precaria.orgwww.noexpo.itwww.uniti.gnumerica.org

Scriveteci, contattateci, suggeriteci …. pianoterra@inventati.org

Non paghiamo il debito!

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Non paghiamo il debito!

La crisi la paghino i padroni e gli speculatori !

 

La Banca centrale europea e le istituzioni della U.E. vogliono far pagare la crisi di sovrapproduzione del sistema capitalistico ai lavoratori e ai settori sociali più deboli. Così il governo è partito all’attacco: ticket sanitari, aumento dell’età pensionabile, riduzione dei salari pubblici, privatizzazione dei servizi con conseguente aumento dei costi (nonostante il recente referendum imponga di mantenere pubblici i servizi essenziali). E domani aumento dell’Iva.

A ciò va aggiunta la cancellazione dei contratti nazionali che, con le deroghe aziendali, aboliscono anche l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, dando ai padroni la libertà di licenziare.

L’attacco del governo è stato reso possibile dalla firma del Patto sociale del 28 giugno tra Confindustria e sindacati complici, tra cui la Cgil. Con un colpo di spugna si è spazzata via la resistenza dei lavoratori della Fiat ed esteso il piano Marchionne a tutto il mondo del lavoro!

Per questo lo sciopero generale non può essere lasciato nelle mani dei dirigenti Cgil e ben hanno fatto molti sindacati di base a proclamare lo sciopero del 6 settembre. Ma non ci si può fermare qui.

Devono pagare il “conto” i responsabili della crisi: i padroni e gli speculatori. Innanzi tutto rifiutandoci di pagare il debito che loro hanno creato. Bisogna fare come l’Argentina prima e oggi l’Islanda, che non pagherà la crisi dei finanzieri.

E da qui partire per imporre un’altra politica economica e un orientamento sindacale di classe:

 

- rifiutare i diktat della BCE, non pagare il loro debito, nazionalizzare le banche

- tassare le rendite finanziarie,  abbattere le spese militari (25 miliardi di euro ogni anno), ritirando subito i soldati dalle missioni di guerra, difendere la sanità e la scuola pubblica azzerando i finanziamenti ai privati e le agevolazioni fiscali alla chiesa;

- ridurre l’orario di lavoro a parità di salario per distribuire il lavoro tra tutti e non innalzare ulteriormente  l’età pensionabile

- nazionalizzare sotto controllo dei lavoratori le aziende che chiudono

- abolire ogni forma di precarietà del lavoro e garantire continuità di reddito a tutti e tutte

- fermare tutte le privatizzazioni e riconquistare un vero diritto alla pensione pubblica

- riconquistare veri contratti nazionali  che difendano condizioni di lavoro e potere d’acquisto, costringendo la Cgil a ritirare la firma dall’accordo del 28 giugno, e difendere ed estendere lo Statuto dei lavoratori.

Per questo motivo sosteniamo ogni forma possibile di ricomposizione delle lotte operaie e sociali per abbattere rassegnazione e frammentazioni. In questa ottica  promuoviamo l’assemblea nazionale “Dobbiamo fermarli” che si terrà a Roma il 1°ottobre, convocata da centinaia di delegati sindacali della Cgil e dei sindacati di base, che deve avere l’obbiettivo di lanciare anche nel nostro paese un’opposizione conflittuale dal basso. Solo il protagonismo e l’organizzazione dal basso dei lavoratori, delle Rsu, degli studenti, dei movimenti di lotta, possono garantire la tenuta della lotta fino alla sconfitta del governo, dei padroni e della BCE.

 

COORD. NAZIONALE LAVORATORI E LAVORATRICI AUTOCONVOCATI

 

AUTOCONVOCATI MILANO

coordinamentolucc@yahoo.it – 3494906191 – uniti.gnumerica.org – sciopero generale.com

 

LA CGIL CONTINUA AD ESPELLERE DELEGATI SCOMODI IN MARCEGAGLIA.

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Oggi 23 giugno 2011 Osvaldo Celano, delegato della FIOM_CGIL e aderente al movimento degli Autoconvocati, ha ricevuto la comunicazione dal Comitato regionale di “Garanzia”(?) delle sua espulsione dalla CGIL.
In piena discussione sulla Piattaforma del Contratto integrativo è stato “denunciato” dagli altri 3 delegati Superfiloaziendali sempre FIOM (proprio come nel 2007, anno in cui fu espulso Massimiliano Murgo all’epoca sempre delegato FIOM in Marcegaglia)
La colpa di Osvaldo è quella di non aver accettato  insieme ad altri 40 iscritti FIOM (su 70) la scelta antidemocratica della FIOM di non rinunciare alla quota del 1/3 alle elezioni RSU.
Lui scrisse una lettera all’organizzazione, in quanto decidemmo di non rinunciare a fare la nostra battaglia in FIOM, gli altri 40 diedero la disdetta  per protestare contro le scelte della FIOM sia sulle regole, sia sulla candidatura di personaggi molto vicini all’azienda che addirittura si autodefiniscono razzisti e fascisti. (uno di questi è stato eletto proprio in quota 1/3. Poi dopo un episodio in cui tale delegato ha preso a calci un immigrato bengalese il funzionario si è limitato a chiedergli di dimettersi.  Si è dimesso ma a quanto pare il principio dell’antirazzismo e dell’antifascismo in cgil VALE MENO DI 15 EURO, quelli che mensilmente continua a versare  l’ex delegato che nessuno a pensato di espellere).
L’altro peccato di Osvaldo è stato quello di non persuadere i lavoratori a non disdettare la tessera della FIOM e, addirittura, di aver dato a chi lo richiedeva il modulo per disdettare la delega.
Sottolineiamo che i tre delegati che hanno denunciato Osvaldo hanno appoggiato al congresso FIOM la Minoranza CGIL, e in Marcegaglia Milano hanno perso il congresso.
Questo per noi è l’ulteriore dimostrazione della deriva della CGIL a favore degli interessi confindustriali, e della debolezza della sinistra sindacale in FIOM.

Siamo stati informati della decisione del collegio giudicante qualche minuto fa.

Presto ci riuniremo per decidere che tipo di risposta dare a questo attacco contro l’autoconvocazione, e il tentativo di unità della base di classe in Marcegaglia.
Seguirà un comunicato più dettagliato

Milano 23 giugno 2011

I Lavoratori Autoconvocati in Marcegaglia

AZIONE CONTRO EQUITALIA

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Equitalia: agenzia di strozzinaggio legalizzata

MILANO ORE 12.30 VIA SAN GREGORIO

AZIONE CONTRO EQUITALIA alias AGENZIA DI’ STROZZINAGGIO LEGALIZZATA

San Precario, Corsari, Lavoratori Autoconvocati, non si sono fermati in Piazza Duomo il loro 6 maggio è proseguito fino agli sportelli cassa di Equitalia, l’agenzia che ha l’appalto per la riscossione di tributi, multe, bollette scadute … di fatto un’agenzia di strozzinaggio legalizzata che sta mettendo in ginocchio migliaia di persone.

Quasi un centinaio tra precari e precarie, operai, studenti hanno pacificamente invaso gli uffici distribuendo volantini e spiegando il perché della loro incursione, intanto in strada si accendevano fumogeni, si aprivano striscioni corsari e gonfaloni del Santo dei Precari.

In un momento in cui la crisi picchia duro, in cui per molti arrivare a fine mese è un miraggio, in cui i salari arrivano troppo spesso con mesi di ritardo e una parte va a pagare il mutuo della casa, in cui i precari sono sempre più precari e chi precario non lo era lo sta diventando la cosa più facile che possa capitare è che ti arrivi la mannaia di Equitalia che in un batti e baleno ti mette la casa sotto ipoteca, la macchina in fermo amministrativo espropriandoti la vita. E le cartelle non scherzano sono numeri a quattro cifre, incontestabili, incomprensibili, insaldabili per molti, per troppi.

Lasciare la gestione delle riscossioni durante la crisi ad un mostro burocratico come Equitalia, il cui modo di procedere pare indifferente e impietoso quanto l’azione di un boia, la dice lunga sull’uso criminale della crisi. Il governo si è dimostrato pronto a salvare le banche con i nostri soldi, banche che hanno invaso volutamente il mercato di titoli tossici e altrettanto lesto a punire i piccoli insolventi, i piccoli risparmiatori – per fare cassa – utilizzando le riscossioni come una leva fiscale, una nuova tassa, una specie di pizzo gestito alla grande.

Da oggi contro l’agenzia del racket organizzato e legalizzato Equitalia si è creata una santa alleanza fra studenti, precari e lavoratori, un’agenzia antiracket, un osservatorio di denuncia delle infamie di quest’ufficio di concussione. Da oggi si è costituito a Milano il comitato contro gli abusi di Equitalia

sanprecario.orgcorsari-milano.noblogs.orguniti.gnumerica.org

Venerdì 6 Maggio….. Blocchiamo Tutto!!!

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La piattaforma dello sciopero del 6 maggio della CGIL è a dir poco debole. Fondamentalmente il più grande sindacato confederale vuole utilizzare i lavoratori come massa di manovra per riaccreditarsi al tavolo delle trattative e sottoscrivere finalmente un nuovo patto per l’Italia che permetta di procedere nel più totale silenzio ai tagli previsti dalla BCE scambiando la pelle dei lavoratori col riconoscimento della rappresentanza.

La CGIL stessa, in una nota, informa che i piccoli tagli previsti dal governo prima dell’estate, sono solo un acconto dei 45 miliardi di tagli che dovrà prevedere la prossima finanziaria per rientrare nei parametri di riduzione del debito imposti dalla comunità europea. E in base agli stessi parametri questi tagli così alti dovranno ripetersi per almeno 20 anni…

Un salasso sociale che colpirà ancora scuola, sanità, trasporti, peggiorerà ulteriormente i salari, aumenterà la precarietà, allungherà ulteriormente i tempi della pensione.

Sta a noi lavoratori, autonomamente, prendere le distanze dal patto sociale e trasformare questo sciopero tradito in una vera giornata di lotta bloccando con radicalità la produzione e i flussi economici.

Nella giornata di oggi ne la CGIL ne la FIOM danno delle indicazioni su cosa fare dopo il 6 maggio.

Autoconvocandoci dobbiamo costruire la prospettiva di lotta per praticare una piattaforma che metta al centro i nostri interessi di classe.

In ogni azienda, in ogni luogo di produzione di plusvalore, di saperi, di interessi dobbiamo ricostruire la nostra capacità di riprenderci tutto quello che ci stanno togliendo, unendoci su obiettivi concreti e non in base alla nostra collocazione sindacale o contrattuale.

Ci vogliono più precari e sempre più divisi; uniamoci per riconquistare la certezza e la dignità del nostro futuro!

Contro i licenziamenti le chiusure e le delocalizzazioni

Contro le speculazioni edilizie e finanziarie

Contro la precarietà per la stabilizzazione del lavoro per tutti

Reddito per tutti/e, estensione a tutti/e delle tutele salariali

Lavorare meno e lavorare tutti/e a parità di salario

Contro le leggi xenofobe e la ricattabilità del lavoro/permesso di soggiorno

BLOCCHIAMO TUTTO! VERSO UN VERO SCIOPERO GENERALE E GENERALIZZATO

Ci riuniamo tutti i mercoledì alle 20.30 in via Pichi 3, Milano zona Ticinese.

COORDINAMENTO LAVORATORI E LAVORATRICI AUTOCONVOCATI MILANO

Coordinamentolucc@yahoo.it – uniti.gnumerica.it – 3494906191

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